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Una nuova realtà a tutela del mondo del credito

La Fenafi ha come finalità istituzionali quelle di assistere le società finanziarie nell'applicazione, nell'analisi e nell'interpretazione delle norme di diritto bancario, fiscale e societario, non ha fini di lucro e ha lo scopo di tutelare gli interessi generali degli associati assumendone la rappresentanza. Mira a facilitare, nei riguardi degli associati, i rapporti con i Ministeri, con gli enti locali, con gli organi di vigilanza, collaborando alla soluzione dei problemi che interessano il settore finanziario; mira infine anche a cooperare con le autorità e con le associazioni dei settori creditizio e imprenditoriale.

La data di nascita di questa realtà in Italia è concisa per caso con quella del conferimento a livello mondiale del premio Nobel per la pace a Muhammad Yunus, cittadino del Bangladesh, pioniere del microcredito, la cui Grameen Bank ha creato un grande sviluppo nelle zone più povere del mondo. Quest’idea di finanza etica è quella alla base dello sviluppo di qualsiasi paese. Garantire l’accesso al credito vuol dire garantire possibilità di sviluppo e di crescita ad una società. La federazione è stata accreditata presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, presso l’Ufficio italiano dei cambi, presso il Consiglio nazionale dell’economia del lavoro, presso tutti gli enti previdenziali, tutte le associazioni di categoria. Sono state gettate le basi per stipulare un contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti di tutte le società finanziarie italiane. Sono state inoltre costituite all’interno dell’associazione le commissioni legale, fiscale, tributaria, giuslavoristica, finanziaria, assicurativa e quella relativa alla formazione professionale.

Da dicembre 2011 l'associazione è socia fondatrice del nuovo organismo degli Agenti e dei Mediatori, denominato  OAM.

La nuova figura dei collaboratori di società attive nel settore finanziario

La Federazione nazionale delle società finanziarie,  il Sindacato Nazionale Dirigenti delle Banche di Credito Cooperativo-Casse Rurali e delle Organizzazioni periferiche e Centrali di Categoria l’Associazione dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria e la Federazione italiana lavoratori si sono riuniti il 22 ottobre 2012 a Roma per discutere la piattaforma contrattuale che dovrà interessare la nuova figura dei collaboratori di società attive nel settore finanziario.

La Fenafi  ricorda a tutti i professionisti del settore una data da segnare in rosso sul calendario: il 31 ottobre 2012. Da quel giorno cambierà il mondo delle professioni finanziarie: nessuna persona fisica potrà più esercitare l’attività di mediatore creditizio, che potrà essere svolta solo da società; rimarranno gli agenti in attività finanziaria che a quella data abbiano ultimato la procedura telematica per il passaggio nel nuovo albo dal sito www.organismo-am.it.

Tre anni di anzianità pregressa di iscrizione ( sia come agenti sia come mediatori) , un reddito non inferiore a 5000 euro per ogni anno,  una casella pec , una firma digitale ed il versamento all’Organismo per la tenuta degli elenchi  della quota di 200 euro: questi i requisiti per iscriversi come agente non operativo e mantenere l’iscrizione all’albo evitando l’esame.

Per lavorare effettivamente  però occorre anche indicare la società con cui viene stipulato il contratto di agenzia e la polizza assicurativa.

Le società di agenzia in attività finanziaria e quelle di mediazione creditizia oltre ad iscriversi con il versamento di una quota più onerosa ( 2000 euro) dovranno provvedere all’indicazione dei collaboratori. E questa nuova figura, quella del collaboratore, sarà la professione del settore finanziario del futuro.

Per informazioni è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Fenafi cresce nel mondo associativo

L’unione fa la forza. E cresce di molto la forza rappresentativa della Fenafi,  Federazione nazionale delle società finanziarie, che dal  16 marzo 2013 comprende anche l’U.Fi.C, Unione Finanziarie e Confidi e l’Assimec ( associazione italiana mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria).

 La Fenafi, socia fondatrice dell’OAM, Organismo per la tenuta degli agenti e dei mediatori creditizi, istituito presso la Banca d’Italia, è da sempre attiva  nella consulenza e nell’assistenza, soprattutto nell’interpretazione delle norme di diritto bancario, fiscale e societario, per tutelare imprese  operanti nel mondo del credito come le banche e  le società finanziarie iscritte negli elenchi ex art.106 e 107 del Testo unico bancario  385/93.  L’U.Fi.C. e l’Assimec,  a tutela rispettivamente dei Confidi e dei liberi professionisti nel settore del credito, secondo quanto riferiscono i rispettivi rappresentanti “ si sono avvalse nel corso dell’ultimo anno dei servizi della Federazione nazionale delle società finanziarie, che, vista la particolarità del momento transitorio,  è riuscita ad essere un punto di riferimento nel settore, in modo efficiente e trasparente”. Da qui la richiesta di adesione, accolta il 16 marzo scorso. Il Presidente della Federazione nazionale delle società finanziarie avv. Santo Alfonso Martorano, spiega: “La riforma di cui al decreto 141 del 2010 e successive modifiche,  ha portato ad una riduzione enorme dei professionisti iscritti. Stando ai dati di gennaio 2013 sono scomparsi i 121.997 professionisti che erano iscritti al vecchio albo dei mediatori creditizi- persone fisiche tenuto da Banca d’Italia; dei 70.093 agenti iscritti al vecchio albo, solo 8.286  ( l’11,8%) hanno presentato istanza per l’iscrizione nel nuovo elenco; delle 5.248 società di agenzia in attività finanziaria, solo 460 ( cioè l’8,8%) hanno presentato domanda di iscrizione al nuovo albo, mentre delle 9.178 società di mediazione creditizia solo 266, cioè il 2,9% hanno presentato domanda di iscrizione. Di conseguenza realtà associative come l’U.fic. e l’Assimec  hanno preferito fare squadra con una realtà solida come la Fenafi, che ha messo sempre al primo posto la trasparenza e la formazione, al fine di fornire utili strumenti di tutela a quegli iscritti che hanno voluto continuare a svolgere questa attività rispettando regole più stringenti.”

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