Due spazi nuovi nel mondo del credito

Microcredito e Confidi

Convegno organizzato dalla Federazione nazionale delle società finanziarie

Le novità normative degli ultimi anni hanno rivoluzionato il mondo del credito, interessando anche i Confidi e le società che si occupano di microcredito. Questi argomenti sono stati al centro di un convegno svoltosi la mattina del 24 gennaio a Reggio Calabria, presso la sede della Federazione nazionale delle società finanziarie, ed in collegamento in videoconferenza presso la sede di Roma.

Al tavolo dei relatori l’avvocato Santo Alfonso Martorano,  presidente della Federazione nazionale delle  società finanziarie, che ha illustrato i vari dettagli delle novità normative riservate a queste realtà, soffermandosi in particolare sul ruolo dei Confidi in Italia nel 2017.

I Confidi - Consorzi e Cooperative di garanzia collettiva fidi - sono i soggetti che, ai sensi della legge 326 del 2003, svolgono esclusivamente l'attività di rilascio di garanzie collettive dei fidi e i servizi connessi o strumentali, a favore delle piccole e medie imprese associate.

Il presidente Martorano ha spiegato: “ Il decreto 141/2010 ha previsto all’art. 112 bis l'istituzione di un nuovo elenco, tenuto da un apposito Organismo, per i confidi che esercitano in via esclusiva l'attività di garanzia collettiva dei fidi. I confidi che, alla data di entrata in vigore delle norme, risultino iscritti nella apposita sezione di cui all'articolo 155, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, possono continuare a operare per un periodo di 12 mesi successivi al completamento degli adempimenti richiesti per l'attuazione della riforma.

I confidi iscritti ex art.155 comma 4 del TUB, chiedono l’iscrizione entro 9 mesi dalla costituzione dell'Organismo ex art.112 del Testo Unico Bancario, (Organismo Confidi), che è stato appena costituito, nel novembre 2016. I Confidi devono avere una compagine sociale costituita da piccole e medie imprese industriali, commerciali, turistiche e di servizi, da imprese artigiane e agricole e da professionisti. Ai confidi “minori” è pertanto precluso l'esercizio di prestazioni di garanzie diverse da quelle indicate e, in particolare, nei confronti del pubblico nonché l'esercizio delle altre attività riservate agli intermediari finanziari ex art.106.”

C’è stato anche un approfondimento sui rischi di riciclaggio o di mancato rispetto delle norme in materia di trasparenza. Il presidente Martorano ha affermato in merito:Ai Confidi si applicano gli obblighi antiriciclaggio di identificazione della clientela, di registrazione delle operazioni e di segnalazione delle operazioni sospette, nonché la normativa vigente in materia di pubblicità e 

informazione precontrattuale, forma, contenuto minimo dei contratti, comunicazioni alla clientela, tecniche di comunicazione a distanza, credito ai consumatori e gestione dei reclami.”

La seconda parte del convegno e della relazione del presidente Martorano è stata dedicata al microcredito.

Il decreto del ministero dell’Economia n° 176 del 2014 dà attuazione all’art. 111 del Testo unico bancario (Tub) con riferimento al microcreditofinalizzato all’avvio di iniziative imprenditoriali ed all’inserimento nel mercato del lavoro .

L’art. 111 Tub  abilita all’esercizio dell’attività di erogazione di questa particolare categoria di finanziamenti anche soggetti diversi dagli intermediari finanziari disciplinati dagli artt. 106 e 107 Tub.

L’art. 1°, comma 1°, del decreto prevede che i soggetti finanziabili siano gli imprenditori individuali, i lavoratori autonomi (per esempio, i liberi professionisti), le associazioni, le società di persone, le società a responsabilità limitata semplificate e le società cooperative.

L’avvocato Martorano è entrato nei dettagli: “I microcrediti per attività imprenditoriali sono finalizzati a finanziare, congiuntamente o singolarmente l’acquisto di beni o servizi strumentali all’attività svolta, comprese le operazioni di leasing e le polizze assicurative; la retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori; il pagamento di corsi di formazione per il lavoratore autonomo, l’imprenditore individuale, per elevare le qualità professionali e le capacità tecniche e gestionali di queste persone;   il pagamento di corsi di formazione anche di natura universitaria o post- universitaria volti ad agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento. L’operatore di microcredito deve verificare l’effettiva destinazione dei finanziamenti alle finalità elencate richiedendone apposita attestazione al soggetto finanziato.”

Non è mancato un passaggio importante sui tassi di interesse, nel corso del convegno.

Il tasso di interesse effettivo globale (Taeg), comprensivo di interessi, commissioni e spese di ogni genere, a cui devono essere concessi questi microcrediti è determinato dal comma 6° dell’art. 5 del decreto ministeriale 176/2014 come non superiore al “tasso effettivo globale medio (Tegm) rilevato per la categoria omogenea di operazioni risultante dall’ultima rilevazione trimestrale effettuata ai sensi della Legge n° 108 del 1996 (la legge sull’usura) moltiplicato per un coefficiente pari a 0,8”. Questi finanziamenti non possono avere una durata superiore a 7 anni .

Il microcredito è previsto anche per l’inclusione sociale e finanziaria di persone fisiche.

L’art. 6 del decreto Ministeriale 176/2014 disciplina i requisiti per l’iscrizione dell’elenco degli operatori di microcredito istituito dal 1° comma dell’art. 111 Tub e tenuto dalla Banca d’Italia ai sensi del 1° comma dell’art. 113 Tub.

Martorano: "Rigenerare il tessuto economico rilanciando le infrastrutture"

Rigenerare il tessuto economico delle nostre aree urbane rilanciando le nostre infrastrutture. La Fenafi con il suo presidente, avvocato Santo Alfonso Martorano ha deciso di avviare un ciclo di incontri con gli organi del settore e le istituzioni (ulteriori informazioni possono essere fornite all’indirizzo E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) visto l’impoverimento economico depressivo degli ultimi anni che ha generato un depauperamento della città di Reggio Calabria. Una crisi pesante che ha colpito cittadini e imprese di tutta Italia ma che, in particolar modo, ha messo in ginocchio il Meridione.

“Mai come oggi, si rende necessario operare per aumentare le potenzialità del sistema economico della nostra straordinaria città, per portare effetti benefici per quanto attiene la vivibilità dei luoghi, l’occupazione e la qualità dello spazio pubblico – afferma l’avvocato Martorano – Reggio Calabria, da sempre meta turistica, gode di un prezioso patrimonio naturale e paesaggistico che va utilizzato meglio. Potenziando il sistema infrastrutturale dei trasporti (ferrovie, porto, aeroporto) e predisponendo interventi mirati ai corridoi stradali ed autostradali, possiamo emarginare l’indebolimento dell’offerta turistica e dell’indotto. Da qui, l’esigenza imperante di confrontarsi con le istituzioni, operatori del settore e cittadini per cercare, tutti insieme, di frenare un ciclo economico che ha generato il fenomeno della desertificazione e un impoverimento delle città e delle imprese”.

Secondo il presidente della Federazione nazionale delle società finanziarie riqualificare, rigenerare il tessuto urbano e investire sul sistema  infrastrutturale è “una scelta strategica sia per il rilancio del tessuto produttivo sia per offrire ai cittadini un più alto livello di servizi e una migliore vivibilità. Migliorando il tessuto urbano si offrirà alla comunità alti standard di sicurezza individuale e collettiva ma soprattutto, si rovescerà l’idea di un Sud sempre e comunque subalterno e marginale”.

La Fenafi entra a scuola

La Fenafi entra a scuola. Promuovere l’educazione economica, finanziaria a partire dai banchi di scuola per spingere i ragazzi di oggi, cittadini di domani, a comportamenti attivi e consapevoli.  E’ l’obiettivo posto dalla Federazione nazionale delle società finanziarie che, con i suoi esperti del settore da anni presenti sul territorio locale e nazionale, si confronterà con gli studenti degli istituiti del territorio per far maturare loro la consapevolezza del valore della legalità economica e della trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Che cos’è la finanza, qual è stato il suo ruolo in passato e quali sviluppi hanno determinato la grande importanza che oggi le attribuiamo ma anche chi sono i protagonisti di questo mondo che occupano le prime pagine dei giornali (soggetti pubblici e privati, banche, intermediari ed enti finanziari che condizionano il nostro lavoro e le nostre vite) sono alcuni degli argomenti trattati.

“La Fenafi  vuole sensibilizzare i giovani, tramite il coinvolgimento delle scuole, sul valore civile ed educativo della legalità economica favorendo la loro espressione libera, creativa e spontanea sulla tematica – afferma il presidente, avvocato Santo Alfonso Martorano - L’educazione economica è parte integrante del bagaglio culturale indispensabile per la formazione di cittadini consapevoli  e proprio per questo,  abbiamo voluto con forza, metterci al tavolo per diffondere la cultura della legalità e la consapevolezza dell’importanza della corretta gestione del denaro. Mettiamo dunque, un altro mattoncino nella costruzione del percorso di educazione alla cittadinanza proponendo alle scuole linee guida e progetti formativi congiunti.  Vorremmo far accrescere ai ragazzi la conoscenza dell’economia, della finanza e la consapevolezza dell’importanza della trasparenza degli assetti giuridici, economici e finanziari delle imprese”.

Insomma, sarà un percorso didattico, un’opportunità formativa offerta agli studenti  che dovranno diventare cittadini consapevoli e imprenditori futuri eticamente responsabili.

“Dobbiamo dire ai giovani che non è vero che sono i furbi a vincere nella vita – continua il presidente della Fenafi Martorano - L’Italia non sarebbe diventata grande se non avesse vinto sempre l’onestà. L’educazione finanziaria è importante per il bene che ne viene tanto per la cosa pubblica quanto per i singoli individui. La legalità è funzione diretta del tasso di educazione civica dei cittadini, a sua volta alimentata dalla trasparenza degli apparati amministrativi e dalla condivisione delle regole che non devono essere percepite come qualcosa di coercitivo, ma come un bene comune su cui basare il nostro vivere civile. Solo se insegniamo ai nostri figli l’importanza di coltivare sempre l’interesse per il bene comune riusciremo ad uscire da questa situazione di stasi in cui vive, purtroppo, la nostra Italia”. 

 

 

Trasparenza e sostenibilità, la vera sfida per le imprese

“Trasparenza e sostenibilità questa è la vera sfida per le imprese italiane. Solo rompendo il muro dell’immobilismo si può ricostruire il dialogo con la cittadinanza locale”.

Ad affermarlo è il presidente della Fenafi, avvocato Santo Alfonso Martorano che sprona gli Enti ad investire sulla formazione dei giovani e sui quei progetti indispensabili per fare un ulteriore passo verso una maggiore trasparenza e una maggiore sostenibilità del "fare impresa".

“La democrazia assume una connotazione sempre più partecipativa e ha bisogno di mirati interventi che assicurino la sua affermazione e il suo costante miglioramento – continua il presidente Martorano – Si parla spesso di trasparenza dei processi amministrativi ma ancora oggi, non si è ben capito che questa è il vero strumento che consente la partecipazione attiva della popolazione locale alla gestione del potere e alla definizione delle politiche pubbliche più adeguate all’ambito di riferimento. In un periodo così delicato quale quello odierno, la normativa sulla trasparenza non è altro che l’esigenza di interpretare i bisogni della collettività locale e tradurli in progetti di sviluppo e di promozione della persona umana in tutte le sue espressioni. Solo informando i cittadini sull’attività che si svolge, sui mezzi e sulle risorse impiegate si possono raggiungere gli obiettivi prefissati”. 

Secondo il numero uno della Fenafi “rompendo il muro dell’immobilismo e leggendo le norme sulla trasparenza amministrativa come occasione per costruire il dialogo con la cittadinanza locale, diventa facile prevenire fenomeni invasivi su una società che chiede solo strumenti utili per dare compiuta attuazione ad una progettualità condivisa e partecipata”.

Presentato un piano occupazionale per agenti in attività finanziaria e collaboratori di società di agenzia in attività finanziaria

Presentato un piano occupazionale

per agenti in attività finanziaria

e collaboratori di società di agenzia in attività finanziaria

 

La Fenafi, Federazione nazionale delle società finanziarie ha presentato nel corso di due giorni, giovedì 16 luglio  presso la sede di Roma e venerdì 17 luglio presso la sede di Reggio Calabria, alcune iniziative congiunte delle società federate per offrire delle opportunità di lavoro ad agenti in attività finanziaria e collaboratori.

Espone i dettagli della novità l’avv. Santo Martorano, presidente della Fenafi (Federazione nazionale delle società finanziarie).

E’ stata istituita una banca dati finalizzata a facilitare l’incontro tra domanda e offerta dei curricula pervenuti alla Federazione,  banca dati a cui potranno attingere le società federate. Ciò aprirà un ventaglio di opportunità in un contesto di crisi occupazionale.

E’ possibile inviare i curricula all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. fino al 31 agosto indicando in oggetto la dicitura “Istanza di inserimento nella banca dati Fenafi- agenti in attività finanziaria / collaboratori di agenti in attività finanziaria e di società di mediazione creditizia”.

L’avv. Santo Alfonso Martorano ha spiegato i dettagli della normativa relativa all’istituzione del nuovo albo 106 per le società finanziarie. La scadenza per fare il salto è fissata  a febbraio prossimo.

Ci saranno molti costi nel passaggio al nuovo albo per queste società che comunque stanno ancora creando opportunità occupazionali. “Se le società finanziarie devono sostenere degli oneri simili a quelli delle banche, allora dovrebbero poter acquistare il denaro dalla Bce, agli stessi costi degli istituti bancari” afferma Martorano.

“In caso contrario questi nuovi oneri porterebbero inevitabilmente alla chiusura di molte aziende ed alla conseguente perdita di posti di lavoro..”

Proprio per un senso di responsabilità sociale si dovrebbe parlare anche della possibilità,  per queste società, di acquistare il denaro dalla Bce come fanno le banche.

 “Occorre bilanciare contrapposte esigenze. Da una parte l’esigenza di avere società finanziarie solide e non improvvisate, dall’altra quella di tutelare le piccole imprese, che sono comunque, in ogni settore, alla base del tessuto produttivo italiano. E’ importante puntare sulla verifica dei requisiti richiesti e sulla formazione, perché a svolgere attività finanziaria dovrebbero essere solo soggetti con solidi studi giuridici ed economici. In tal senso la Federazione nazionale delle società finanziarie ha voluto istituire la banca dati. “

FENAFI – Federazione Nazionale delle società Finanziarie

Sede nazionale: via Goito 46 - 00185 Roma

            Tel. 06.44.70.40.26  Fax: 06.49383522  Mobile 338.156.78.89 E-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Contatta Fenafi

Sede nazionale:

via Goito 46 - 00185 Roma

Tel. 06.44.70.40.26

Fax 06.49.38.35.22

Mobile 338.156.78.89

E-mail: info@fenafi.it

fenafi.roma@libero.it

 

Login Form